È ufficiale: il“Tartufo dell’anno” 2025va aPaolo Conte. Il cantautore e artista astigiano, amato in tutto il mondo, sarà celebrato in un momento privato ricevendo il riconoscimento che viene assegnato,dal 1930, nell’ambito dellaFiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Un riconoscimento che, dal 1930, premia le personalità capaci di dare lustro allacultura italianae di portarla con autorevolezza oltre confine.
“La sua opera, riconosciuta a livello internazionale – spiegano i promotori – ha saputo uniremusica, parola e immaginazionecon uno stile unico e inconfondibile, raccontando un’Italia fatta di misura,eleganza e profondità. Le sue canzoni hanno accompagnato generazioni e rappresentano ancora oggi unpatrimonio culturale condiviso, capace di attraversare il tempo senza perdere forza e autenticità. IlTartufo Bianco d’Alba, eccellenza della nostra terra, è a sua volta simbolo di qualità, cura e rispetto per il tempo e la materia: valori che laCittà di Albariconosce come affini alla ricerca artistica diPaolo Conte,da sempre amico del nostro territorio. Con questo riconoscimento, Alba intende rendere omaggio a un artista che ha portato il nome dell’Italia nel mondo con delicatezza, classe e finezza, mantenendo nel tempo un legame autentico con queste terre.”
La consegna delTartufo dell’Anno 2025avverràin un momento privato, alla presenza del Maestro e della sua famiglia. «Grazie di cuore – afferma – per questo meraviglioso premio. Ricevere un tartufo di Alba è un onore che profuma di territorio, passione e autenticità. Un dono davvero speciale, che apprezzo moltissimo. Mi dispiace non poterlo ricevere personalmente, ma una brutta influenza mi ha costretto a letto».
«Conferire il Tartufo dell’Anno a Paolo Conte – commentano il sindaco Alberto Gatto e l’assessore alla Cultura Caterina Pasini – significa riconoscere un percorso artistico che ha saputo raccontare l’Italia senza mai alzare la voce, con profondità e rispetto. Nella sua opera ritroviamo valori che sentiamo vicini anche come comunità: la cura, il tempo, la coerenza.Paolo Conte è da sempre un amico del nostro territorio, che ha saputo frequentarlo e apprezzarlo con la stessa delicatezza che caratterizza la sua musica. È un omaggio sentito, che Alba consegna con gratitudine e nello spirito più autentico di questo riconoscimento».
Sulla stessa lunghezza d’onda Axel Iberti, Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba:«Il Tartufo dell’Anno rappresenta uno dei momenti più simbolici della Fiera, perché unisce la storia della manifestazione al racconto culturale del territorio di cui è espressione. Con questo riconoscimento la Fiera non celebra soltanto un’eccellenza, ma ne mette in relazione due: il Tartufo Bianco d’Alba e un protagonista assoluto della cultura italiana come Paolo Conte. La sua musica è la colonna sonora del nostro territorio, di come noi stessi lo viviamo con fughe in avanti che si trasformano in viaggi e ritorni da raccontare per celebrare i profumi e le memorie che ci appartengono e ci attendono. Conte è un artista capace di parlare a pubblici diversi, in Italia e all’estero in questo incontro tra linguaggi e sensibilità diverse si ritrova il senso più profondo della Fiera: essere luogo di connessione tra territorio, cultura e visione internazionale».
Dalla pagina facebook di Paolo Conbte, il breve video tratto alla pressentazione della mostra “Paolo Conte- Original” al Teatro Alfieri
Da ricordare che ilMaestroè protagonista,fino al primo marzo, dellamostra “Paolo Conte. Original”, allestita aPalazzo Mazzetti ad Asti, che lo stesso Conte aveva presentato in occasione di un evento alTeatro Alfieriil giorno dell’inaugurazione.Composta da 143 opere a sua firma, realizzate daglianni Cinquantafino a qualche anno fa, e come talela più grande esposizione a lui dedicata in Italia e all’estero, ha l’obiettivo di accendere i riflettori sulPaolo Conte artista visivo.
Domani apre ad Asti la mostra “Paolo Conte. Original” [photogallery e video]
Paolo Conte, classe1937, nasce da una famiglia di tradizione notarile. Negli anni del liceo e dell’università forma piccoli gruppi e orchestrine di jazz, suonando in veste ditrombonista, vibrafonista e pianista; sono gli anni deldopoguerra, “della generazione” dichiara “degliamanti del jazz, i cui suoni e suggestioni rappresentavano una bellissima scuola di armonie e ritmo”.
Laureatosi in giurisprudenza, esercita la professione di avvocato, affacciandosi nello stesso tempo sulla scena discografica romana e, successivamente, milanese, con alcuni brani scritti per altri artisti che in breve tempo raggiungono le vette delle classifiche: tra questi, nel1968, “Azzurro”, interpretata daAdriano Celentano, ancora oggi tra le canzoni italiane più conosciute nel mondo, “Insieme a te non ci sto più”, cantata daCaterina Caselli, e “Tripoli 1969” daPatty Pravo.
Fonte: lanuovaprovincia.it


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