Un grande successo per ‘Tartufo Nero Festival’. La tre giorni andata in scena da venerdì 23 a domenica 25 gennaio nel piccolo borgo piceno ha permesso al comune di Roccafluvione di confermarsi capitale del tartufo con la successione di tanti appuntamenti volti a celebrare uno dei prodotti più ricercati dell’enogastronomia italiana tra sapori, cultura, esperienze e tradizione che si sono incontrati nel cuore pulsante delle Marche.
«Si è conclusa nel migliore dei modi la seconda edizione di Tartufo Nero Festival– ha commentatoEmiliano Sciamanna, sindaco di Roccafluvione -,sono felice che il nostro comune abbia dato il massimo per questo splendido risultato. Oggi siamo ancora più convinti che l’unione tra produttori, ristoratori, i territori delle città del tartufo, possono far sì che il futuro di queste zone e questo prodotto d’eccellenza possano essere un connubio rilevante per offrire una possibilità importante di crescita. Visti i risultati proporremo questo anche il prossimo anno, in quella che sarà la terza edizione della manifestazione. Vi aspettiamo al Tartufo Nero Festival 2027».
Nella giornata di domenica il consigliere regionaleAndrea Maria Antoniniè stato insignito del titolo di “Tedoforo del tartufo”. Un riconoscimento in grado di sancire l’impegno messo in campo in qualità di ideatore e promotore del festival, oltre che l’attenzione al territorio e le numerose progettualità promosse negli ultimi anni.
Immancabile la presenza anche delle istituzioni locali e nazionali con le visite del PresidenteFrancesco Acquaroli,il presidente della Camera di Commercio delle MarcheGino Sabatini, il vicepresidente della Regione MarcheEnrico Rossi, dell’assessore regionaleFrancesca Pantaloni, del sindaco di AscoliMarco Fioravanti, dell’onorevole Giorgia Latini e del senatore nonché commissario straordinario per la ricostruzioneGuido Castellie della sottosegretaria al Mef Lucia Albano e il deputato Curti. Il taglio del nastro e la cerimonia d’apertura presenziata dalla nota attrice Anna Falchi ha permesso alla manifestazione di prendere ufficialmente il via regalando momenti imperdibili. Il tutto è stato arricchito dal giornalista RaiPaolo Notari, daRoberto Giacobbodi Voyager e i grandi Chef come Max Mariola, Enrico Mazzaroni, Zunica, Monia Bakeoff, Daniele Citeroni e dal Consorzio Vini Piceni.
Ma I veri protagonisti sono stati i prodotti tipici del territorio, i tartufi freschi, i mirtilli, lo zafferano e il miele.
Un’ampia esperienza immersiva che ha permesso di scoprire dove nasce il tartufo e come viene raccolto. L’aspetto legato alla cultura ha visto tanti approfondimenti su sostenibilità, territorio, cucina con tartufo, qualità della vita e promozione del prodotto. Percorsi interattivi dedicati ai più piccoli e laboratori sensoriali con componenti educative. Un format che funziona e che in futuro potrà di nuovo ribadire l’importanza di Roccafluvione in quella caratteristica ‘via del tartufo’ che contraddistingue il Piceno e la Regione Marche.
Come lo scorso anno, anche laCNA di Ascoli Piceno ha preso parte alla manifestazione con una delegazione di imprenditori e associati.Dopo il taglio del nastro affidato al sindaco Emiliano Sciamanna e ad Anna Falchi, alla presenza del direttoreFrancesco Balloni, nella giornata di sabato a salire sul palco del Nero Palace è stato Antonio Scipioni, titolare del Ristorante Hotel DonnaRosa di Roccafluvione nonché presidente nazionaleCNA Ristorazione.
In un forum dedicato alla valorizzazione del territorio, il presidente Scipioni ha sottolineato l’importanza di uno dei simboli più autentici della gastronomia italiana e della forte vocazione tartuficola che Roccafluvione può vantare, da promuovere attraverso a un lavoro sinergico tra istituzioni, imprese e comunità locali. Al centro del confronto anche il turismo esperienziale ed enogastronomico, la promozione dei prodotti tipici e dei vini locali e il riconoscimento recentemente concesso dall’Unesco alla cucina italiana.
«Quando si identifica un prodotto con un territorio, si costruisce un’identità forte- afferma il presidente Scipioni -Roccafluvione e il tartufo rappresentano un abbinamento strategico e riconoscibile. Oltre che un’opportunità economica, la tartuficoltura può tradursi in una politica territoriale in grado di sostenere le aree interne, contrastare lo spopolamento e creare occupazione specializzata in particolare tra i giovani.
Il percorso intrapreso negli ultimi anni ha già prodotto effetti positivi. La crescente attenzione verso il tartufo, infatti, ha favorito la nascita di nuove aziende legate alla tartuficoltura, spesso guidate da giovani imprenditori del territorio. È un segnale chiaro che la direzione è quella giusta.
L’auspicio per il futuro, oltre a un coinvolgimento sempre maggiore delle eccellenze locali, è che il tartufo di Roccafluvione diventi un riferimento nazionale, al pari del pistacchio di Bronte o della lenticchia di Castelluccio, ossia un prodotto capace di identificare un territorio e raccontarne le peculiarità».
Fonte: picenotime.it


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