Continua il nostro viaggio tra le pizze gourmet
Continua il viaggio tra le eccellenze gastronomiche del Piceno e questa volta il racconto passa attraverso una pizza gourmet che è riuscita a fondere creatività, territorio e alta artigianalità. Al centro della scena c’èArmando D’Ascanio, PizzaChef diÈ Bona Furia, che in occasione del Tartufo Nero Festival di Roccafluvione ha creato per Ascoli una delle proposte più originali dell’intera manifestazione: unapizza gourmetcapace di trasformare ingredienti iconici in un’esperienza sensoriale completa.
La sua creazione, nata in parallelo all’evento e con la collaborazione diTrivelli Tartufi, ha ingredienti che sono una dichiarazione d’intenti: tartufo nero pregiato, zafferano piceno, cacao, miele di acacia e nocciole. Un equilibrio studiato al millimetro, dove l’oro rosso della cucina italiana incontra il tartufo. L’impasto allozafferano piceno, profumato e luminoso, diventa la base ideale per accogliere unaburrata alle fogliemorbida e avvolgente, sulla quale si adagiano lescaglie di tartufo nero pregiato. Lapolvere di cacao, che richiama visivamente la terra da cui nasce il tubero, aggiunge profondità aromatica, mentre ilmiele di acaciae lagranella di nocciolecompletano il piatto con note dolci e croccanti, capaci di esaltare senza coprire il protagonista assoluto.
Una pizza da gustare lentamente, “chiudendo gli occhi fino all’ultimo morso”, come ama raccontare lo stesso D’Ascanio, pensata non per stupire con effetti speciali ma per raccontare un’idea precisa di cucina contemporanea: tecnica, consapevole e fortemente radicata nel territorio. Ogni ingrediente non è un vezzo creativo, ma una scelta narrativa che parla del Piceno, delle sue produzioni e della volontà di costruire un dialogo tra tradizione e sperimentazione. La pizza di D’Ascanio è una delle espressioni più efficaci di una nuova narrazione del tartufo: non solo ingrediente da ristorante stellato, ma materia viva capace di dialogare con l’arte bianca e con la cultura popolare. Il risultato è stato un successo di pubblico nel suo locale di Ascoli, incuriositi dai post pubblicati sui suoi canali di comunicazione, segno che il pubblico è sempre più pronto a riconoscere e premiare una pizza che diventa racconto gastronomico. Perché quando il tartufo incontra un impasto studiato, spezie locali e una visione chiara, il piatto smette di essere semplice cibo e diventa identità. E nel panorama sempre più vivace della ristorazione picena, la firma di Armando D’Ascanio continua a distinguersi proprio per questo: trasformare una pizza in un viaggio tra profumi, memoria e futuro. Una fetta alla volta.
Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2026 alle 11:25 sul giornale del24 gennaio 2026-24 letture
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Fonte: vivereascoli.it


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